Regulation

In Italia la "Legge Madre" che norma i bagni pubblici è la n°236/89, il Decreto Ministeriale avente come titolo: "Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche".

La legge si applica:

  1. Agli edifici privati di nuova costruzione, residenziali e non, ivi compresi quelli di edilizia residenziale convenzionata;
  2. Agli edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata ed agevolata, di nuova costruzione;
  3. Alla ristrutturazione degli edifici privati di cui ai precedenti punti 1) e 2), anche se preesistenti all’ entrata in vigore del presente decreto;
  4. Agli spazi esterni di pertinenza degli edifici di cui ai punti precedenti.

Concetti base

Per barriere architettoniche si intendono:

  1. Gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;
  2. Gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti;
  3. La mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

Il rispetto normativo della legge 13/1989 (accessibilità, visitabilità e adattabilità a seconda del tipo di intervento), deve portare alla realizzazione di elaborati grafici di progetto atti a dimostrare il superamento delle barriere architettoniche.

Per accessibilità si intende la possibilità, anche per persone con ridota o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l'edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.

Per visitabilità si intende la possibilità, anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di ogni unità immobiliare. Sono spazi di relazione gli spazi di soggiorno o pranzo dell'alloggio e quelli dei luoghi di lavoro, servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la funzione ivi svolta.

Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.  In particolare, Nei servizi igienici devono essere garantite, con opportuni accorgimenti spaziali, le manovre di una sedia a ruote necessarie per l'utilizzazione degli apparecchi sanitari. Devono essere garantiti, in particolare:

  • Lo spazio necessario per l'accostamento laterale della sedia a ruote alla tazza e, ove presenti, al bidet, alla doccia, alla vasca da bagno, al lavatoio, alla lavatrice;
  • Lo spazio necessario per l'accostamento frontale della sedia a ruote al lavabo, che deve essere del tipo a mensola;
  • La dotazione di opportuni corrimano e di un campanello di emergenza posto in prossimità della tazza e della vasca. Si deve dare preferenza a rubinetti con manovra a leva e, ove prevista, con erogazione dell'acqua calda regolabile mediante miscelatori termostatici, e a porte scorrevoli o che aprono verso l'esterno

Specifiche tecniche

Per garantire la manovra e l'uso degli apparecchi anche alle persone con impedita capacità motoria, deve essere previsto, in rapporto agli spazi di manovra, l'accostamento laterale alla tazza w.c., bidet, vasca, doccia, lavatrice e l'accostamento frontale al lavabo. A tal fine devono essere rispettati i seguenti minimi dimensionali:

  • Lo spazio necessario all'accostamento e al trasferimento laterale dalla sedia a ruote alla tazza w.c. e al bidet, ove previsto, deve essere minimo 100 cm misurati dall'asse dell'apparecchio sanitario;
  • Lo spazio necessario all'accostamento laterale della sedia a ruote alla vasca deve essere minimo di 140 cm lungo la vasca con profondità minima di 80 cm;
  • Lo spazio necessario all'accostamento frontale della sedia a ruote al lavabo deve essere minimo di 80 cm misurati dal bordo anteriore del lavabo.

Relativamente alle caratteristiche degli apparecchi sanitari inoltre:

  • I lavabi devono avere il piano superiore posto a cm 80 dal calpestio ed essere sempre senza colonna con sifone preferibilmente del tipo accostato o incassato a parete;
  • I w.c. e i bidet preferibilmente sono di tipo sospeso, in particolare l'asse della tazza w.c. o del bidet deve essere posto ad una distanza minima di cm 40 dalla parete laterale, il bordo anteriore a cm 75-80 dalla parete posteriore e il piano superiore a cm 45-50 dal calpestio. Qualora l'asse della tazza-w.c. o bidet sia distante più di 40 cm dalla parete, si deve prevedere, a cm 40 dall'asse dell'apparecchio sanitario, un maniglione o corrimano per consentire il trasferimento;
  • La doccia deve essere a pavimento, dotata di sedile ribaltabile e doccia a telefono.

Negli alloggi accessibili di edilizia residenziale sovvenzionata di cui al capo II, art. 3 deve inoltre essere prevista l'attrezzabilità con maniglioni e corrimano orizzontali e/o verticali in vicinanza degli apparecchi; il tipo e le caratteristiche dei maniglioni o corrimano devono essere conformi alle specifiche esigenze riscontrabili successivamente all'atto dell'assegnazione dell'alloggio e posti in opera in tale occasione. Nei servizi igienici dei locali aperti al pubblico è necessario prevedere e installare il corrimano in prossimità della tazza w.c., posto ad altezza di cm 80 dal calpestio, e di diametro cm 3-4; se fissato a parete deve essere posto a cm 5 dalla stessa. Nei casi di adeguamento è consentita la eliminazione del bidet e la sostituzione della vasca con una doccia a pavimento al fine di ottenere anche senza modifiche sostanziali del locale, uno spazio laterale di accostamento alla tazza w.c. e di definire sufficienti spazi di manovra. Negli alloggi di edilizia residenziali nei quali è previsto il requisito della visitabilità, il servizio igienico si intende accessibile se è consentito almeno il raggiungimento di una tazza w.c. e di un lavabo, da parte di persona su sedia a ruote. Per raggiungimento dell'apparecchio sanitario si intende la possibilità di arrivare sino alla diretta prossimità di esso, anche senza l'accostamento laterale per la tazza w.c. e frontale per il lavabo.  

Quando è obbligatorio il servizio igienico?

La normativa della Comunità Europea, la CE 852/2004, detta all’ allegato II, capitolo 1,  “Requisiti generali applicabili alle strutture destinate agli alimenti”, che “deve essere disponibile un sufficiente numero di gabinetti, collegati ad un buon sistema di scarico. I gabinetti non devono dare direttamente sui locali di manipolazione degli alimenti”,  che “deve essere disponibile un sufficiente numero di lavabi, adeguatamente collocati e segnalati per lavarsi le mani. I lavabi devono disporre di acqua corrente fredda e calda, materiale per lavarsi le mani e un sistema igienico di asciugatura. Ove necessario, gli impianti per il lavaggio degli alimenti devono essere separati da quelli per il lavaggio delle mani”,  ed infine che “gli impianti sanitari devono disporre di un buon sistema di aerazione, naturale o meccanico “.

In rete si possono trovare decine di forum ove imprenditori e gestori lanciano appelli o cercano chiarimenti circa l’obbligo o meno di dotare di servizio igienico (e nella fattispecie, i requisiti minimi di tale servizio) il proprio locale accessibile al pubblico. Il ginepraio normativo non permette di fissare norme inderogabili circa i requisiti dei locali igienici nei locali accessibili al pubblico, che invece sono dettati dai SIAN (Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione), distaccamenti delle ASL di zona. In generale, però, si può affermare che I bagni diventano obbligatori anche per il pubblico quando si apre un’attività di somministrazione (al pubblico, appunto) di alimenti e bevande come i bar, i ristoranti, le pizzerie, e tutte quelle attività ove è prevista la sosta, ma anche in casi come teatri, cinema, e più in generale locali pubblici ove ci sia una permanenza continuativa del visitatore. Viceversa per i bar, pizzerie da asporto e simili ove non è prevista alcuna sosta ma solo il consumo immediato o l’asporto, il bagno non è obbligatorio per il pubblico, in quanto si presume che i bagni presenti siano di esclusivo uso del personale dipendente. In queste attività, ovviamente non vi dovrebbero essere né tavoli né sedie, ma solo piani di appoggio per il consumo immediato; è quindi da escludersi ogni servizio al tavolo.

In generale, dopo il 2004, Il nuovo sistema è incentrato sull'autocontrollo e sulla determinazione, da parte del gestore, dei requisiti minimi essenziali tenuto conto delle migliori prassi igieniche; è ovvio, però, che sarà l’ASL che alla fine dovrà fornire le necessarie autorizzazioni all’apertura del locale pubblico.

Sempre ricordando quanto appena detto, e con le dovute eccezioni, in linea di massima si può affermare come sia opportuno dotare il proprio locale atto a somministrazione di alimenti in cui sia prevista la sosta di servizi igienici con le seguenti caratteristiche:

  • Tutti gli esercizi devono possedere, preferibilmente al loro interno, uno o più servizi igienici, separati per gli addetti e per il pubblico. I lavabi devono disporre di acqua corrente fredda e calda, erogatore di sapone liquido, asciugamani a perdere o sistema elettrico di asciugatura; i comandi di erogazione dell’acqua devono essere non azionabili manualmente (es. pedale, ginocchio o fotocellula), obbligatoriamente nei servizi igienici destinati agli addetti e preferibilmente in quelli destinati al pubblico. È ammesso un solo servizio igienico, in comune tra personale e pubblico solo negli esercizi di tipologia 1 in cui sono consentite deroghe in tal caso, la rubinetteria dovrà essere obbligatoriamente non azionabile manualmente;
  • I servizi igienici riservati al personale devono essere previsti in rapporto di 1/10, in presenza di esercizi con numero di addetti superiore a 10 i servizi igienici devono essere distinti per sesso;
  • Il numero di servizi igienici riservati al pubblico deve essere rapportato al numero di coperti secondo il seguente standard:
    • Ristorazione:

      • Fino a 60 posti a sedere: almeno una unità igienica;
      • Da 61 a 150 posti a sedere: almeno 2 unità igieniche divise per sesso;
      • Oltre 150 posti a sedere: almeno 4 unità igieniche divise per sesso.
    • Bar:

      • Fino a 60 posti a sedere: solo in casi particolari è ammessa in deroga la possibilità di un solo servizio igienico in comune tra addetti e pubblico;
      • Da 61 a 150 posti a sedere: almeno 1 unità igienica destinata esclusivamente al pubblico;
      • Oltre 150 posti a sedere: almeno 2 unità igieniche divise per sesso.

Ma ogni tipologia di struttura, dal cinema al teatro, dallo stadio all’ufficio comunale, avrà poi le proprie normative di riferimento.

L'annosa questione

Chiunque di noi si sarà chiesto almeno una volta se per poter usufruire del bagno di un locale pubblico sia necessario “consumare” qualcosa prima di poter aver libero accesso al servizio igienico, in particolare per tipologie affini a bar, ristoranti, pizzerie, ove è prevista la somministrazione di alimenti e bevande.  Ma qual è la verità? Il proprietario può impedirci di usufruire del servizio igienico del proprio locale se non siamo, di fatto, “clienti” ?

Anche in questo caso il quesito non è di immediata soluzione visto che, fatto salvo il rispetto dei requisiti e delle caratteristiche igienico sanitarie dei pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande,  non è previsto alcun provvedimento sanzionatorio nei confronti del titolare dell'esercizio che detiene la chiave dei servizi igienici e la consegna a richiesta del cliente, anziché tenerli costantemente aperti, oppure che non consenta a coloro che non si trovano nella condizione di cliente di usufruire dei servizi stessi.

L’art. 187 del TULPS, il Testo Unico delle leggi didi Pubblica Sicurezza, afferma che "salvo quanto dispongono gli artt. 689 e 691 del codice penale, gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo"; ma appare difficilmente contestabile che l’uso del servizio igienico non rappresenti la prestazione del proprio esercizio, ma un servizio accessorio, .benchè (in taluni casi) obbligatorio.

In altre parole, nel caso in esame le prestazioni di un esercizio pubblico sono le attività di somministrazione e non la fornitura di servizi igienici che devono essere a disposizione della clientela e quindi di coloro che consumano all'interno dell'esercizio, e non a disposizione di un'utenza indistinta.

Concludendo, se da una parte, quella dell’avventore, appare quantomeno ingiusto vedersi negare l’uso del servizio igienico di un locale pubblico, e dunque di fatto “aperto al pubblico”, dall’altra sembra altrettanto poco conveniente al gestore del bar di una città presa d’assalto dai turisti, vedere invaso il proprio locale da una frotta di visitatori senza che nessun riconoscimento venga corrisposto. 

Come in ogni cosa, occorrerebbe mostrare buon senso: in caso di necessità, meglio usufruire di un bagno pubblico; in alternativa, entrando in un locale pubblico, giusto chiedere di poter usufruire del servizio igienico “da cliente”, e cioè dopo aver consumato qualcosa.