History of toilets

Lungo il corso degli anni sono profondamente cambiati la concezione, l’aspetto e la modalità di fruizione del bagno, inteso sia come ambiente ove pulire e ristorare il proprio corpo, sia come momento per rilassarsi dalle fatiche quotidiane. Vediamo per sommi capi come andarono le cose.

L'Impero Romano

Gli antichi Romani facevano il bagno ogni giorno: si svegliavano presto per sbrigare i loro impegni e poi, dopo un breve spuntino, si recavano ai bagni dove uomini, donne, giovani, anziani, ricchi e poveri si riunivano per godersi bagni di sudore che, secondo la cultura di quel tempo, allontanavano gli umori delle malattie. Alle terme, secondo il principio Mens sana in corpore sano, si coltivavano sia il corpo con palestre, bagni e massaggi, sia la mente con biblioteche, ma anche coltivando gli affari. C’era un percorso consigliato che comprendeva un riscaldamento che poteva essere eseguito in palestra, giocando a tennis o nel tepidarium (ambiente con temperatura moderatamente calda), per poi passare al calidarium, dove il vapore e le alte temperature fungevano da sauna; posteriormente si poteva andare in un luogo ancora più caldo con temperature che arrivavano fino ai 60 gradi, chiamato laconicum e finendo il percorso con una rapida immersione nel frigidarium, che era una sorta di piscina fredda, dopo la quale si poteva ricevere un bel massaggio con oli profumati.

Il Medioevo

Più tardi, con la caduta dell'Impero Romano, la concezione dei bagni cambia radicalmente: nel medioevo, periodo in cui la Chiesa prende il sopravvento, la cultura e la scienza trovano rifugio nei monasteri. Alcuni ordini monastici incoraggiano la diffusione dei bagni e la pulizia, perché pratica salutare, mentre altri, soprattutto a causa dell’eredità romana dei bagni misti, li associavano alla promiscuità e al peccato e quindi asserivano che una persona dovesse lavarsi il meno possibile in modo da proteggere la propria anima. Ad ogni modo, i bagni pubblici continuarono ad esistere, ma sicuramente molto meno grandiosi e lussuosi di quelli romani.Ogni mattina passavano porta a porta i venditori d’acqua, solo i più ricchi potevano contare su delle vasche che venivano riempite dai servi con acqua molto calda proveniente da un calderone e con acqua fredda che veniva conservata in cucina in un serbatoio in pietra. La temperatura desiderata si otteneva miscelando l’acqua e questo sistema andò avanti fino alla metà del XIX secolo.I bagni pubblici erano modesti, soprattutto se paragonati alla sontuosità e alla magnificenza di quelli romani: erano realizzati in cantine o cripte con colonne di sostegno, il soffitto era basso e non c’erano finestre, l’illuminazione proveniva da grandi candelabri in ferro dove si consumavano delle candele bianche che emanavano un profumo al miele; ad una estremità della sala, si trovava un focolare enorme con calderoni diversi, dove ognuno rilasciava un profumo diverso alle essenza di rosa, di muschio e di erbe. In un’atmosfera piena di vapore e aromi, si trovavano disposti in corridoi tra le colonne delle cabine separate l’una dall’altra da pesante tele; al suo interno, ogni cabina aveva un tavolino con frutta, dolci, una caraffa di vino, calici, saponi e oli, al centro si trovava la vasca, un enorme secchio in legno con diversi posti a sedere in modo che i bagnanti, da seduti, potessero immergersi fino al collo.In queste cabine si faceva il bagno insieme agli amici e ai familiari, si facevano feste e banchetti, servivano come luogo per incontri sensuali con moglie, amanti e cortigiane; in definitiva, più che un momento intimo per pulire il proprio corpo, il bagno era un momento per socializzare, per ritrovarsi e condividere un pasto, un po’ di musica e una buona chiacchierata.Il bagno si faceva con essenze profumate come la lavanda, dato che il sapone vero e proprio fu un’invenzione della metà del XIII secolo: esso veniva importato dalla Spagna ed era esclusivamente appannaggio dei ricchi; nel frattempo, si continuava a usare un’ invenzione dell’antichità, che toglieva la sporcizia e puliva la pelle: si tratta dello strigile, una sorta di rasoio senza filo che, passato sulla pelle appena spalmata con oli profumati, portava via tutte le impurità.Per molti secoli la Chiesa tollerò i bagni, ma verso il 1300 si cominciò ad osservare una netta separazione tra i bagni maschili e quelli femminili che erano fatti in orari o giorni diversi in modo da mantenere la buona morale, giacché nel corso del medioevo ebbe molto successo un’altra tipologia di bagni, paragonabile a bordelli, dove gli uomini non solo trovavano vapore e lieti momenti da condividere, ma anche delle fanciulle disponibili a momenti di piacere.

Il Rinascimento

Un grosso cambiamento nelle abitudini igieniche avvenne nel XIV secolo, quando in Europa arrivarono la peste e la sifilide: all’epoca si credeva che farsi il bagno fosse pericoloso perché il vapore dell’acqua calda apriva i pori lasciando entrare tutte le malattie e permettendo la fuoriuscite degli umori; perciò, si sconsigliava vivamente di limitarne l’uso e comunque usando le dovute precauzioni. Questo provocò la chiusura di bagni, taverne e bordelli; in una profonda ricerca di igiene morale e sociale, si cercava di evitare le agglomerazioni di persone perchè si pensava potesse favorire il propagarsi delle malattie, si diffuse il rifiuto dell’acqua per l’igiene personale e al contempo l’uso dei profumi che occultavano il cattivo odore e della cipria che nascondeva l’unto dei capelli. Si riteneva che l’acqua calda potesse provocare debolezza, cecità, idropisia, imbecillità e addirittura indurre aborti; questo spiega la diffidenza crescente nei suoi confronti e l’utilizzo dell’acqua fredda unicamente per sciacquare la bocca e lavare le mani.L’igiene del corpo, che una volta si basava su bagni regolari, tra il XVI e il XVIII secolo, divenne una pulizia a secco, dove protagonista fu la biancheria intima che assorbendo il sudore e la sporcizia, andava cambiata spesso.

L'Illuminismo

Dopo quasi quattro secoli di paura nei confronti dell’acqua perché considerata promotrice di malattie e infezioni, a metà del XVIII secolo si iniziò a percepire un cambiamento: le diverse investigazioni e innovazioni in ambito medico portarono alla riscoperta degli effetti benefici dell’acqua, la quale pian piano venne demistificata.Lentamente l’uso del bagno iniziò a diffondersi per motivi terapeutici, fino ad arrivare ad essere descritto come un'abitudine igienica indispensabile e da adottare per tutta la vita; così iniziò la corsa all’invenzione e alla creazione di vasche da bagno, docce e bidet, tutti rigorosamente portatili giacché all’epoca non esistevano ancora le tubazioni e i sistemi idraulici necessari; non necessitando di un posto fisso, era comune trovarli anche nella stanza da letto. Nell'800 si diffuse la teoria miasmatica, secondo la quale le malattie si diffondono attraverso i cattivi odori, l’aria soffocante e le materie in decomposizione e quindi la migliore prevenzione e cura era la pulizia, non solo del corpo, ma anche degli ambienti; la sporcizia chiudeva i pori, non lasciando uscire l’anidride carbonica, perciò una regolare pulizia dei pori con acqua tiepida era fondamentale per mantenersi in salute.Tutte queste nuove idee, insieme alla diffusione di diverse malattie infettive come il tifo e il colera, portarono alla consapevolezza del grosso rischio che rappresentavano le città sporche e insalubri rese ancora più misere dall'inurbazione di gente causata dalla rivoluzione industriale, e alle persistente diffidenza delle classi inferiori nei confronti dell’acqua. Questa nuova coscienza portò alla realizzazione di diverse opere pubbliche, tra le quali bagni per i poveri, fosse biologiche e sistemi di scarico delle acque reflue, oltre alla diffusione di un’educazione cittadina per quanto riguarda la pulizia.

I giorni nostri

I bagni pubblici non riuscirono più ad avere il successo avuto in passato, mancando lo spirito di cameratismo e di condivisione causato dallo sviluppo della rivoluzione industriale. Si preferì sempre più farsi il bagno in casa, in privato e con tutte le comodità, anche grazie alle innovazioni introdotte, come lo scaldatore e le tubazioni, che portavano direttamente l’acqua fredda e calda alla vasca, evitando tutta la fatica di riscaldare e portare a mano l’acqua come in passato. Se alla fine nell’800 la stanza da bagno era una camera da letto adattata a tale scopo, alla fine del secolo le nuove case vengono finalmente progettate con il bagno, anche se di dimensioni eccessive; fu solo all’inizio del 900 che il bagno raggiunse le sue dimensioni odierne: la vasca era singola, il che presupponeva un bagno più intimo e privato.A questo punto, c’era solo da decidere come farsi il bagno: con acqua fredda o calda? Nel primo caso, sconsigliato per i più piccoli, gli anziani e i malati, poteva durare al massimo 10 minuti e doveva essere fatto subito dopo aver bevuto un bel bicchiere di latte caldo; nel secondo, doveva durare almeno tra i 15 ed i 30 minuti, giacchè aveva delle proprietà rilassanti e sedative. L’alternativa alla vasca era la doccia: mentre la prima si privilegiava per il bagno completo una volta a settimana, la seconda era più spesso utilizzata nella quotidianità. Nella società dei consumi, un posto particolare fu dato ai prodotti da toletta, primo tra tutti il sapone, che dal trionfo della teoria dei germi a inizio del XX secolo, fino alla scoperta degli antibiotici negli anni 30 e 40, fu l’unico mezzo, insieme all’acqua, capace di combattere i microbi evitando malattie. Con l’aiuto della crescente industria della pubblicità, cominciarono a emergere nuove marche di sapone che promovevano i loro prodotti su riviste e giornali, dichiarando che il loro sapone rendeva le donne più giovani, belle e profumate. Il pesante lavoro in fabbriche e uffici rese tutti più consapevoli dello sgradevole odore del proprio corpo dopo la lunga giornata; negli anni ‘20 la gente finalmente inizia a guadagnare abbastanza da potersi permettere i prodotti da bagno, ed intanto comincia una lenta identificazione della povertà e successivamente del lavoratore con il cattivo odore, causandone la conseguente discriminazione.